Il REEGO 2 Pro è uno strumento di collimazione universale di alto livello, pensato per chi vuole andare oltre laser e Cheshire e ottenere un allineamento davvero accurato dell’intero sistema ottico. È particolarmente indicato per i Newtoniani, ma si dimostra utile anche su altre configurazioni ottiche (che però non ho avuto modo di provare), ed in particolare per verifiche sul centraggio delle ottiche dei rifrattori.

L'aggiunta del modulo a riflessione opzionale MO.R. espande le capacità e la precisione del collimatore.

Qualità costruttiva e filosofia dello strumento

La qualità costruttiva è subito evidente: materiali solidi, lavorazioni precise e un accoppiamento nel focheggiatore che trasmette una buona sensazione di affidabilità. Il REEGO non è uno strumento “plug and play” nel senso più banale del termine: si basa su una collimazione geometrica; quindi, richiede un minimo di comprensione del metodo, ma proprio per questo permette un controllo molto più profondo e consapevole dell’ottica.

Il collimatore ha due set di LED, i classici led rossi per la collimazione dei riflettori e quattro led bianchi per la collimazione dei rifrattori, la batteria di alimentazione dei led può essere ricaricata tramite cavo USB-C. Il collimatore viene fornito all’interno di una pratica custodia su misura con cerniera.

La confezione del REEGO Pro 2 con il collimatore a destra e il modulo a riflessione MO.R. a sinistra

Tramite in QRCode è possibile accedere ai manuali sel sistema di collimazione

La parte interna del REEGO Pro 2 utilizzata per la collimazione delle ottiche

 

Esperienza pratica: rifrattore e Newton

Ho utilizzato il REEGO in due situazioni diverse.
Sul mio rifrattore William Optics 110 FLT l’ho impiegato per verificare la collimazione delle lenti, trovandole perfettamente allineate (Figura 1). È un tipo di controllo che con strumenti tradizionali è difficile fare con la stessa sicurezza, e già questo ne giustifica l’interesse, non avendo la cella collimabile il mio è stato una mera verifica, ma fa piacere fare questo test.

L'immagine mostrata dall'ottica del Rifrattore William Optics 110 FLT

Utilizzando il REEGO Pro 2 con i quattro led bianchi accesi

 

La prova più impegnativa è stata però la collimazione da zero di un Newton Tecnosky 250/1000. Qui il REEGO ha mostrato tutto il suo potenziale.

Conoscevo già il REEGO 1, quindi la fase di collimazione grossolana con il REEGO 2 non mi ha creato particolari problemi e mi sono sentito abbastanza a mio agio fin da subito. Come consiglio generale, tuttavia, continuo comunque a suggerire una prima collimazione grossolana con un laser, giusto per portare tutto “in zona”, e poi rifinire con il REEGO.

Devo però essere onesto: all’inizio ho avuto qualche difficoltà con il MO.R.. Avendo letto il manuale in modo piuttosto superficiale, mi sono trovato abbastanza disorientato, tanto che sono riuscito – di fatto – a scollimare lo strumento invece di migliorarlo. Nulla di drammatico, ma è giusto segnalarlo.

Rileggendo con calma e attenzione il manuale (scaricabile dal sito del venditore), in particolare quello dedicato al MO.R., il funzionamento è diventato chiaro. A quel punto, nel giro di poco tempo, ho iniziato ad apprezzarne davvero la velocità di esecuzione e la facilità d’uso. Una volta capito cosa si sta guardando, tutto diventa logico e molto riproducibile.

Il MO.R.: opzionale solo sulla carta

Sebbene il MO.R. sia venduto come accessorio opzionale, personalmente ritengo che migliori sensibilmente la precisione del REEGO, al punto da considerarlo praticamente indispensabile. È grazie al MO.R. che si può verificare (e se necessario correggere) l’offset del secondario, aspetto fondamentale soprattutto nei Newtoniani veloci. Senza di lui il REEGO resta uno strumento valido, ma con il MO.R. fa un netto salto di qualità.

In Figura 2 si vede ciò che si osserva guardando nel foro del REEGO quando viene accoppiato con il MO.R. accoppiato.

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Figura 2: La vista attraverso il REEGO con il MO.R. inserito

Il cerchio esterno è la luce che filtra dai lati dello specchio primario, i pallini al centro sono le riflessioni multiple del marcatroe del centro delo specchio



Nella Figura 3 è mostrato il dettaglio di ciò che si osserva grazie al MO.R. dopo aver collimato il telescopio con il laser e aver successivamente rifinito l’allineamento con il REEGO. Nel mio caso il riferimento centrale del primario è traslucido e viene illuminato posteriormente con una torcia. A causa di un lieve disallineamento del secondario, compaiono più riflessi del riferimento, visibili a destra e a sinistra dell’immagine principale.

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Figura 3: Dettaglio dei riflessi multipli del marcatore nel caso di telescopio leggermente scollimato.


Agendo sulle viti di collimazione del secondario, si osserva come questi riflessi si spostino in modo simmetrico fino a convergere in un’unica immagine; a quel punto il telescopio può considerarsi perfettamente collimato (Figura 4).

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Figura 4: La vista attraverso il REEGO con il MO.R. inserito

Regolando lo specchio secondario le riflessioni multiple si sono sovrapposte al centro

La differenza tra una collimazione effettuata esclusivamente con il laser e una successivamente rifinita con il Sistema REEGO Pro 2, per quanto riguarda la forma delle stelle, è poco evidente (si tratta di una valutazione puramente qualitativa, non ho effettuato misure accurate sui frames). Risulta invece molto più marcata la differenza nel campo illuminato: dopo la collimazione con il solo laser la vignettatura appariva leggermente asimmetrica, mentre dopo la rifinitura con il REEGO Pro 2 è diventata perfettamente simmetrica, a conferma della maggiore accuratezza dell’allineamento ottico.

FLAT PRIMA FLAT DOPO

La vignettatura DOPO la rifinitura

La vignettatura PRIMA della rifinitura

Limiti e accorgimenti pratici

L’unico vero difetto, che però è comune a tutti i sistemi di collimazione geometrici, è la dipendenza dall’ortogonalità del focheggiatore e dalla stabilità del tubo di messa a fuoco in cui si inserisce il collimatore: se il focheggiatore flette o non è ben allineato, anche lo strumento più preciso del mondo non può fare miracoli, tuttavia, nei newton di qualità questa eventualità è estremamente remota.

Un paio di accorgimenti pratici che consiglio vivamente durante la collimazione:

  • Tenere il tubo ottico in posizione orizzontale. (come suggerito nel manuale) Questo non influisce sulla qualità della collimazione, ma evita che eventuali attrezzi usati per regolare il secondario possano cadere sul primario. Solo a pensarci… vengono i brividi.
  • Far rientrare completamente il tubo del focheggiatore prima di iniziare portandolo in battuta. In questo modo si minimizzano flessioni e giochi meccanici, migliorando la precisione complessiva dell’allineamento

Conclusione

Il REEGO 2 Pro, soprattutto se abbinato al MO.R., è uno strumento estremamente efficace per chi vuole una collimazione precisa, ripetibile e veloce pur mantenendo il feeling “analogico”. Richiede un minimo di studio iniziale (manuale alla mano!), ma una volta capito diventa veloce, intuitivo e affidabile, permettendo di ottenere risultati difficilmente raggiungibili con strumenti più semplici.

Consigliato a chi pretende il massimo dal proprio telescopio, in particolare in ambito astrofotografico e sui Newton di medio e grande diametro che tipicamente hanno specchi primari parabolici molto più sensibili agli effetti di una collimazione imprecisa.

Per newtoniani piccoli, dotati di primario sferico e secondario senza offset, probabilmente il REEGO Pro 2 senza MO.R. è più che sufficiente ad ottenere una collimazione più che soddisfacente.

Ringrazio TS Italia Astronomy per avermi fatto provare questo utilissimo accessorio.

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